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Ayaz, il servitore del Re Mahmud, era oggetto di invidia da parte di tutti, perché il Re gli voleva molto bene. Gli altri vedevano che ogni giorno Ayaz entrava in una stanza, chiudeva la porta a chiave e restava lì per qualche ora, poi usciva.
Tutti andarono dal Re Mahmud e iniziarono a parlare male di lui, dicendo: “Sicuramente ha rubato qualcosa dai tuoi beni o dal tuo tesoro e lo ha nascosto in quella stanza, perché non permette a nessuno di entrare.”
Un giorno il Re Mahmud ordinò: “Mentre è dentro, andate, sfondate la porta ed entrate a vedere cosa succede.”
Alcuni eseguirono l’ordine: andarono, sfondarono la porta ed entrarono. Ma videro che nella stanza non c’era nulla, tranne un paio di sandali e un mantello appesi al muro.
Gli dissero: “Uomo, cosa fai in questa stanza vuota?”
Ayaz rispose: “Questi sandali e questi vestiti sono quelli che indossavo quando sono arrivato alla corte del Re Mahmud. Vengo qui ogni giorno per ricordare a me stesso chi ero, così da non lasciarmi prendere dall’orgoglio e dalla superbia.”
La morale di questa storia può essere che:
👉 “Chi dimentica da dove viene… rischia di perdere se stesso.”